3.2.07

Foto di gruppo












9 commenti:

Anonimo ha detto...

Carusazzi! Siamo qui assieme, a Castelfranco Veneto, patria del fighettame e degli "schei"! Abbiamo riletto assieme - riletto io, letto per la prima volta Maceo - la storia dl Dr. Le Brenze inventata da Cacciola (Brenze 6000): è assolutamente geniale! Manca qsto tipo d roba sul blog! Bisogna riprendere cn la demenza intelligente! Ribadisco la mia impressione iniziale: Brenze 6000 fa pensare a Burroughs! Al "Traffico dei Vitelli Prematuri" nell'Interzona e alle malattie inventate dal Dr. Benway...
Le foto ke Ganz (ganzissima!) ha messo in rete sn sempre più belle! Le facce di Gianluca sembrano uscire da un cartone animato. Maceo nn vuole dire un cazzo e sta finendo ke scrivo da solo...
Niente. Adesso dobbiamo andare, ké Maceo prende il treno tra 10 minuti... A presto da quel d Castelfranco (o di Poggibonsi!)... (Ke nomi d merda...). Hanno fatto l'ultimo concerto d Ricky Martin, a Poggibonsi: è 'n paisi seriu!
Saluti a tutti!
Alla prossima.

Blog ha detto...

Cinzia sei sempre + un mito!!!
Grazie a queste foto ho rivisto anke Luisa....un altra xsona!!!!!
INCREDIBILE!!!!
Un bacio a tutti!
;)

Blog ha detto...

Cmq devo dire che Luisa nella 3^ foto è spaventosamente BBBONA!!!!
Non sembra + lei....
:p

Anonimo ha detto...

brava Luisa!!
:)


ps
Eziooooooooooooooooo....come va col preside? nu l'ha' ncora sturtigghiatu de mazzate?

Anonimo ha detto...

No, nn l'ho ancora pikkiato... Ma ce ne vuole d pazienza! (O "pasiensa", come direbbero qui...).
Siccome so ke sei xsona la cui sensibilità, la cui intelligenza, ben s'adatta a tale sorta di discussioni... Qui in Veneto Dio esiste davvero! E x qnto la frase possa apparire retorica - da oratorio-azione cattolica-buonismo primitivo-adolescenza di partito - qui Dio, davvero, è il Denaro! Credete: nn pensavo ke la sudditanza al soldo e a tutto ciò ke il soldo può offrire, qui al Nord, o perlomeno qui nella provincia veneta, fosse già arrivata a tanto... Qui ho scoperto finalmente ke senso hanno le vetrine dei negozi (in Sicilia nn l'avevo mai capito dl tutto...): la gente passa decine e decine d minuti - decine davvero! - a guardare i vestiti nelle vetrine, cn la brama infuocata accesa negli okki! E nn solo le donne, più o meno adolescenti, o i ragazzini insicuri ke sentono necessità d vestire d marca...
Uomini e donne, i cosiddetti adulti: ne vedi addirittura passeggiare da soli, incantati dalle meraviglia ke l'industria d lusso produce x qsti umani d merda.
Cmq, nn sn in vena d alta filosofia, ma lancio la palla...

Anonimo ha detto...

beh, se si tratta di palla non posso che partecipare al gioco, c'ho sempre avuto il tocco vellutato! :)
In effetti è una palla difficile da gestire, si rischia davvero di cadere nella retorica. Esprimo solo un concetto: qlcno ha detto che essere squattrinati ha qlcsa d'affascinante solo quando si è molto giovani. Il soldino è importante, certo, ma da qui a fare la cariatide davanti alle vetrine ce ne passa. Se una florida situazione economica regionale comporta distorsioni sociali così forti probabilmente possiamo iniziare a dare maggior meriti a posti come il Salento ed il catanese.
Il nostro (terrone) vero problema a questo punto credo sia fondamentalmente il seguente: l'economia (quindi sostanzialmente l'imprenditoria) è lasciata nelle mani di quelle teste che in realtà si troverebbero in perfetta sintonìa con lo stile di vita veneto. E' questione di cultura sociale: purtroppo chi è lucido per vederci chiaro nel caos e nelle deformazioni della nostra condizione, in genere, perde ragionevolmente la speranza del miglioramento ed emigra mandando tutto aff.....! il risultato è che ci ritroviamo con imprenditori, tipo l'ex capo della Vale, col cervello atrofizzato e con una sensibilità ed un concetto di rispetto della dignità delle persone pari a quelli dell'uomo di Neanderthal!

la coperta è troppo corta...come al solito...

Anonimo ha detto...

Aggiungerei ke sovente le teste pensanti sono anke le più inclini alla disillusione... Cioè: dentro l'imprenditoria sopravvivono comunque, al Sud o al Nord, solo teste pragmatike e spesso limitate nella loro visione delle cose (a biella màkina, na bedda fedda 'i pakkiu e semu a postu...), mentre i cervelli più acuti e sensibili - senza voler dire ke in queste acutezza e sensibilità debbano essere x forza positivamente connotate - capita (e senza peraltro generalizzare eccessivamente) ke peercepiscano l'inganno assoluto della vita, e ke rifiutino l'azione, danza macabra dell'umano ke non riesce comunque a generare senso nel nonsenso cosmico e assoluto ke abitiamo. Non ke mi sia capito molto, e poi scrivo di fretta... La verità è ke, nn so se da sedicente intellettuofilo della minkia o da meridionale disfattista, credo l'azione valga nulla: tutta questa gente ke in una vita riesce a creare un'azienda, a far denaro e a muovere l'economia... ecco, pur consapevole ke senza simili conati vivremmo come già morti nelle caverne ombrose e umide, senza manco un disegnino rupestre d'abbellimento, ebbene, dicevo, tutta questa gente così ottimisticamente e settentrionalmente attiva nn riesco a stimarla...

Anonimo ha detto...

una riflessione sul senso (o nonsenso) delle cose, la tua!

In effetti abbiamo cambiato registro: dall'osservazione sociologica-comportamentale, che ha preso spunto dalla condizione economica di una regione, siamo passati alla vacuità cmq presente nell'umana condizione...

...tutto è legato, certo!
sicuramente i diversi modi di percepire la vita portano ad altrettanti diversi modi di "attuarla", detto questo però è importante prendere atto del dato oggettivo che il benessere sociale (considerato nell'ottica della qualità del rapporto esistenza/lavoro) è condizionante per tutti, indistintamente dalla soggettiva natura dell'essere. Un po' lo stesso concetto espresso da chi su queste argomenti ci rifletteva molto: "la morte piomba allo stesso modo su chi se l'aspetta e su chi non se l'aspetta"

Insomma, la serenità di un individuo è impriscindibilmente legata al suo lavoro (aspetto che domina la quotidianità di tutte le persone) ed il modo in cui si sviluppa non può quindi non incidere sul morale e sulla condizione dello stesso individuo. Ne deriva che un contesto malato, una mancanza di rispetto dell'altrui dignità, una precarietà che induce allo sconforto e determina quell'opprimente sensazione di sfruttamento e mancanza di prospettive, uno svilimento del valore delle ore di vita di una persona, non possono che rendere l'esistenza, sia che abbia una ragione sia che non la abbia, cmq molto meno "gradevole" di quanto potrebbe essere.

mboh?! probabilmente non è importante che quei "conati" siano preistorici o ultramoderni....ma che siano ben contestualizzati, "giustamente" ed "equamente" inseriti all'interno dell'organizzazione sociale, sia essa del periodo delle caverne o di quello dello sbarco su Giove!

Anonimo ha detto...

ezio....
....madikkeminkia stiamo parlando?

la smetterei prima che sia troppo tardi