...a distanza di 12 anni... ...ke effetto vi fà risentire il monologo iniziale e finale del film? ...ma in fondo, in fondo... ...non è quello ke tutti vogliamo??? Cià
Ho rivisto Trainspotting l'anno scorso, in Veneto, a casa di alcuni amici siciliani. Devo dire che temevo mi fosse piaciuto tanto, al tempo dell'uscita nelle sale, perché vivevo pienamente la mia "sana e onesta adolescenza". Anche se non sono mai stato dentro l'estetica brit-punk, la storia dei fattoni che ascoltavano Iggy Pop e conducevano una vita all'estremo mi affascinava. Ricordate al liceo? Credo di averlo visto due volte di fila, al Cineteatro Saba... Tutto questo per dire che non sono rimasto affatto deluso! Trainspotting è davvero un gran film e a rivederlo dopo tanti anni m'ha convinto ancor più che a suo tempo. Mi pare piuttosto che Danny Boyle non sia riuscito a bissare il colpaccio, almeno a giudicare da The Beach e 28 giorni dopo (comunque pellicole di discreta qualità). Venendo alle considerazioni in merito alla scelta della vita... E che altro dovevamo fare? Siamo figli programmati a tavolino da una generazione di genitori borghesi, che ci ha educato ai valori della puritana borghesia e del capitalismo consumista. No way out. Nada que hacer. Il mondo ci consumerà mentre lo consumiamo... e allora qualcosa avrà scelto la morte al nostro posto.
a dire la verità questa parte "io-scelgo-la-vita" mi ha sempre fatto cagare... dirò una minkiata ma è molto più azzeccata la fine che fa "Freccia" in "Radiofreccia" (il film - scopiazzato qua e là, ma carino - di Luciano Ligabue) rispetto a quella di Mark Renton.
ciò non toglie che Trainspotting rimanga uno dei miei preferiti...anche se preferisco sempre l'ultraviolenza di Clockwork Orange!!
Venendo pure io alla "scelta"....scelta??? quale scelta? io non posso fare diversamente da quello che faccio!!! a meno che non intendiate come scelta essere quello che sono :D vabbè, non ci sto capendo un caxxo, cmq me ne sbatto una mazza dell'educazione e dei valori...l'unica cosa a cui non riesco a sottrarmi davvero sono gli affetti....non so se è la stessa cosa di cui parla Ezio, ma è questo il mio più forte condizionamento!
Per quanto riguarda il consumismo il discorso è più complesso! sinceramente vorrei poter essere un consumista...ma credo di non esserlo affatto! consumismo è una parola per pochi purtroppo!....ke ne so....sarebbe consumismo andare ad un concerto costosissimo ogni sera? o spendere un fottìo di soldi in cd originali (con le copertine originali!!!) senza il rompimento di caxxo di dover scaricare e masterizzare. Se è questo...allora sono consumista! :D...o vorrei esserlo! Mi piacerebbe per esempio avere un porco zio di soldi per girare il mondo e passare il tempo ad imparare le lingue! ...anyway queste e tante altre cose mi piacerebbe ottonerle ma al tempo stesso non me ne sbatte una mazza del mondo o dei valori borghesi. Non vorrei uscire fuori traccia, non ho capito se stiamo (o meno) partendo proprio dalle basi, rinnegando il fatto di essere nati (non per nostra scelta) all'interno di una specie organizzata socialmente. Su questo proprio è inutile discutere, purtroppo non siamo nati Yeti o kennesòcosa. Non credo che quel senso di "inettitudine pirandelliana" o di "rivolta santacrocesca" dipendano dai valori e dall'educazione impartitici nè dalle incommensurabili nefandezze della società. E' qualcosa di più interiore e personale che faremmo bene a non cercar di rimbalzare all'esterno. Se fossimo nati al tempo delle caverne, allo stesso modo, avremmo dovuto adeguarci a degli standard di vita comune e non potendocela prendere (per ovvi motivi) con valori borghesi o consumistici, con cosa ce la saremmpo presa? con la casta degli esemplari più forti che si fottevano tutte le femmine a diposizione a botte di clava?
Basicly...I don't care about everything but something! that's it!!
ps of course la società dei benpensanti è una fucking realtà e mi sta sul caxxo...ma non è quello il punto!
in onore del new-language-style del blog posto la poesia di Neruda (titolo italiano "Lentamente muore") in due versioni: spagnolo ed inglese (credo siano solo queste - oltre ai dialetti - le due lingue che si alternano all'italiano)!!
---> Muere lentamente <---
Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito, repitiendo todos los días los mismos trayectos, quien no cambia de marca, no arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamente quien evita una pasión, quien prefiere el negro sobre blanco y los puntos sobre las "íes" a un remolino de emociones, j ustamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos y sentimientos.
Muere lentamente quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo, quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño, quien no se permite por lo menos una vez en la vida, huir de los consejos sensatos.
Muere lentamente quien no viaja, quien no lee, quien no oye música, quien no encuentra gracia en sí mismo.
Muere lentamente quien destruye su amor propio, quien no se deja ayudar.
Muere lentamente, quien pasa los días quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante.
Muere lentamente, quien abandona un proyecto antes de iniciarlo, no preguntando de un asunto que desconoce o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas, recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor que el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos una espléndida felicidad.
---> Die slowly <---
He or she who becomes the slave of habit, who follows the same routes every day, who never changes pace, who does not risk and change the color of his clothes, who does not speak to strangers, dies slowly.
He or she who shuns passion, who prefers black on white, dotting one’s "i’s" and crossing one’s “t’s” rather than a bundle of emotions, the kind that make your eyes glimmer, that turn a yawn into a smile, that make the heart pound in the face of mistakes and feelings, dies slowly.
He or she who does not turn things topsy-turvy, who is unhappy at work, who does not risk certainty for uncertainty to thus follow a dream, those who do not forego sound advice at least once in their lives, die slowly.
He or she who does not travel, who does not read, who does not listen to music, who does not find grace in himself, dies slowly.
He or she who slowly destroys his own self-esteem, who does not allow himself to be helped, who spends days on end complaining about his own bad luck, about the rain that never stops, dies slowly.
He or she who abandon a project before starting it, who fail to ask questions on subjects he doesn't know, he or she who don't reply when they are asked something they do know, die slowly.
Let's try and avoid death in small doses, reminding oneself that being alive requires an effort far greater than the simple fact of breathing.
Only a burning patience will lead to the attainment of a splendid happiness.
ho postato qua la poesia ovviamente perchè è in tema (+o-) con l'argomento. Nella versione inglese c'è qlke errore perkè l'ho cambiata un po' (...quella mezza schifezza che avevo trovato su internet) e poi ho dimenticato di riadattare qlcsina :p
Sembra che la poesia di Neruda sia animata da un'impronta pedagogica che non condivido... No, decisamente non amo Neruda. Aggiungo che proprio pochi giorni fa (figuratevi, ero in cartoleria a comprare fogli per un corso di disegno che sto organizzando dove lavoro...) mi sono imbattuto per caso in un poeta cileno molto più vicino, sembrerebbe, alle mie corde: Vicente Huidobro. Conoscevo solo il suo nome e non ho ancora letto che un paio di poesie, quindi mi riservo di cambiare idea e smentirmi; certo però che una raccolta che s'apre con le seguenti parole: "Nací a los treinta y tres años, el día de la muerte de Cristo", fa già vibrare in me reminiscenze gotiche! E non vibra, badate, la mia vocazione anti-sociale. Si tratta piuttosto di esigenze d'estetica. Del resto Huidobro, come Neruda, fu attivo all'interno del Partito Comunista cileno. Niente, è che a provocazioni poetiche - peraltro graditissime! - non potevo evitare di rispondere... ¡Hasta la próxima!
ero consapevole che non sarebbe stata nelle tue corde la poesia, ma volevo giusto postarla ieri with some reason e cmq m'era piaciuto il fatto di averla trovata in spagnolo ed in inglese...prima che in italiano :p
la versione italiana è la seguente
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita'.
il punto focale è il solito, strausato, poetico e sempre utile concetto del "carpe diem", nulla di nuovo, but… ....but...something cought my attention:
- lentamente muore chi non rischia e cambia colore dei vestiti (mi piace questo concetto anche se mi sembra che nella versione spagnola sia opposto :p...Erz, I need your help)
- Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati - Lentamente muore chi passa i giorni a lamentarsi della pioggia incessante
L'ending della poesia fa un po' cagare, anche se, ad essere sincero, ho sorriso quando ho letto il riferimento all'"ardente pazienza"...in pratica il mio modo di essere....I am a patient (maybe lazy) boy, I wait, I wait, I wait, I wait.
That's it
ps "Nací a los treinta y tres años, el día de la muerte de Cristo" è un periodo che c'ha lo yeah!! yes!
pps sissì...i "poeti pedagogici" non li condivido nemmeno io....forse non condivido proprio la "pedagogia" in effetti... probabilmente mi sta sul caxxo il fatto di dover leggere, tra le righe o in modo evidente, qualsiasi forma di consiglio (magari preferisco estrapolarlo secondo il mio punto di vista :d). Tutto sommato questo mi sembra più un mio problema piuttosto che una falla di questo o di quell'autore in particolare! Per esempio arriccio sempre il naso davanti ad advices del tipo: "Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza" eppure era Lorenzo de' Medici...
anyway, non importa, al prox botta e risposta…
ppps in che post trovo quella cosa che dovevo andare a rileggere?
Come ben sai, la traduzione è un fatto molto soggettivo. Non esistono regole, se non indicative, e se esistono, uno che si ostina ad imparare lo spagnolo per strada non potrà esserti di grande aiuto… Comunque, letteralmente il verso dovrebbe tradursi: “chi non cambia di marca, chi non s’arrischia a vestire un colore nuovo”. Non so perché marca sia tradotto con “marcia”, né perché la traduzione inglese rechi “pace”, appunto ritmo, marcia. Probabilmente nella versione che hai postato manca una “h” (“marcha” in spagnolo significa appunto marcia, e si legge persino come in italiano…) o altrimenti Neruda intendeva far riferimento a chi non cambia di marchio, d’impronta, a chi insomma resta sempre e solo se stesso. Le identità, queste confezioni per la mente… Non ricordo il mese, comunque dovresti cercare i deliri caccioliani sotto un post in cui Valentina chiedeva che fine avesse fatto Lorenzo Fassari…
vedi vedi...ho cercato in una dozzina di altri siti ed in effetti è riportato "marca" quindi credo proprio che la tua interpretazione sia corretta, anche perchè dal concetto di "marca", "impronta" neruda passa a quello di "vestiti" e "colori"....il campo semantico rimane immutato e la frase acquista più coerenza.
il post su Fassari lo vado a cercare in un altro momento....ora mi preparo per il concerto degli Smashing Pumpkins.
Cazzo, concertini da poco, vedo... Io mi sono perso la Pegatina - gruppo di rumba catalana che vanta anche una collaborazione, sull'ultimo disco, con Manu Chao, nonché gruppo di amici cari del barista Tomas, barista della Guineueta, il Casal dove lavoro - a causa dell'influenza... Sono a casa da tre giorni! Ne approfitto per studiare, ché ho esame a breve... Veniamo alla disponibilità alloggi: posso ospitare, sì, sempre nel rispetto dei miei coninquilini. Diciamo che non li conosco ancora benissimo e devo ben capire quale sia il loro livello di "tolleranza ospiti"... :D Cmq, avendo già una serie di impegni pianificati nei prossimi mesi la cosa migliore è che tu mi proponga prima una data, e io ti dico se è possibile o meno. Anche io vorrei venire a Londra! Un saluto a tutti!
scusate....lo so che non c'entra un caxxo, ma di sfuggita ho rivisto il monologo finale di Trainspotting...e più lo vedo più mi incaxxo! io lo fucilerei l'autore di questa genialata! vi giuro che mi sento in imbarazzo a sentire quell'ending :S
a parte la fine (ke poi conta davvero poco) il film è una gran figata, obviously!!
11 commenti:
Ho rivisto Trainspotting l'anno scorso, in Veneto, a casa di alcuni amici siciliani.
Devo dire che temevo mi fosse piaciuto tanto, al tempo dell'uscita nelle sale, perché vivevo pienamente la mia "sana e onesta adolescenza". Anche se non sono mai stato dentro l'estetica brit-punk, la storia dei fattoni che ascoltavano Iggy Pop e conducevano una vita all'estremo mi affascinava. Ricordate al liceo? Credo di averlo visto due volte di fila, al Cineteatro Saba...
Tutto questo per dire che non sono rimasto affatto deluso! Trainspotting è davvero un gran film e a rivederlo dopo tanti anni m'ha convinto ancor più che a suo tempo. Mi pare piuttosto che Danny Boyle non sia riuscito a bissare il colpaccio, almeno a giudicare da The Beach e 28 giorni dopo (comunque pellicole di discreta qualità).
Venendo alle considerazioni in merito alla scelta della vita... E che altro dovevamo fare? Siamo figli programmati a tavolino da una generazione di genitori borghesi, che ci ha educato ai valori della puritana borghesia e del capitalismo consumista. No way out. Nada que hacer. Il mondo ci consumerà mentre lo consumiamo... e allora qualcosa avrà scelto la morte al nostro posto.
a dire la verità questa parte "io-scelgo-la-vita" mi ha sempre fatto cagare...
dirò una minkiata ma è molto più azzeccata la fine che fa "Freccia" in "Radiofreccia" (il film - scopiazzato qua e là, ma carino - di Luciano Ligabue) rispetto a quella di Mark Renton.
ciò non toglie che Trainspotting rimanga uno dei miei preferiti...anche se preferisco sempre l'ultraviolenza di Clockwork Orange!!
Venendo pure io alla "scelta"....scelta??? quale scelta? io non posso fare diversamente da quello che faccio!!! a meno che non intendiate come scelta essere quello che sono :D
vabbè, non ci sto capendo un caxxo, cmq me ne sbatto una mazza dell'educazione e dei valori...l'unica cosa a cui non riesco a sottrarmi davvero sono gli affetti....non so se è la stessa cosa di cui parla Ezio, ma è questo il mio più forte condizionamento!
Per quanto riguarda il consumismo il discorso è più complesso! sinceramente vorrei poter essere un consumista...ma credo di non esserlo affatto! consumismo è una parola per pochi purtroppo!....ke ne so....sarebbe consumismo andare ad un concerto costosissimo ogni sera? o spendere un fottìo di soldi in cd originali (con le copertine originali!!!) senza il rompimento di caxxo di dover scaricare e masterizzare. Se è questo...allora sono consumista! :D...o vorrei esserlo! Mi piacerebbe per esempio avere un porco zio di soldi per girare il mondo e passare il tempo ad imparare le lingue!
...anyway queste e tante altre cose mi piacerebbe ottonerle ma al tempo stesso non me ne sbatte una mazza del mondo o dei valori borghesi.
Non vorrei uscire fuori traccia, non ho capito se stiamo (o meno) partendo proprio dalle basi, rinnegando il fatto di essere nati (non per nostra scelta) all'interno di una specie organizzata socialmente. Su questo proprio è inutile discutere, purtroppo non siamo nati Yeti o kennesòcosa. Non credo che quel senso di "inettitudine pirandelliana" o di "rivolta santacrocesca" dipendano dai valori e dall'educazione impartitici nè dalle incommensurabili nefandezze della società. E' qualcosa di più interiore e personale che faremmo bene a non cercar di rimbalzare all'esterno.
Se fossimo nati al tempo delle caverne, allo stesso modo, avremmo dovuto adeguarci a degli standard di vita comune e non potendocela prendere (per ovvi motivi) con valori borghesi o consumistici, con cosa ce la saremmpo presa? con la casta degli esemplari più forti che si fottevano tutte le femmine a diposizione a botte di clava?
Basicly...I don't care about everything but something! that's it!!
ps
of course la società dei benpensanti è una fucking realtà e mi sta sul caxxo...ma non è quello il punto!
in onore del new-language-style del blog posto la poesia di Neruda (titolo italiano "Lentamente muore") in due versioni: spagnolo ed inglese (credo siano solo queste - oltre ai dialetti - le due lingue che si alternano all'italiano)!!
---> Muere lentamente <---
Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito,
repitiendo todos los días los mismos trayectos,
quien no cambia de marca, no arriesga vestir un color nuevo
y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamente quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las "íes" a un remolino de emociones, j
ustamente las que rescatan el brillo de los ojos,
sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos y sentimientos.
Muere lentamente quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos una vez en la vida,
huir de los consejos sensatos.
Muere lentamente quien no viaja, quien no lee,
quien no oye música,
quien no encuentra gracia en sí mismo.
Muere lentamente quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.
Muere lentamente, quien pasa los días quejándose de su mala suerte
o de la lluvia incesante.
Muere lentamente, quien abandona un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto que desconoce
o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor que el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos una espléndida felicidad.
---> Die slowly <---
He or she who becomes the slave of habit,
who follows the same routes every day,
who never changes pace,
who does not risk and change the color of his clothes,
who does not speak to strangers,
dies slowly.
He or she who shuns passion,
who prefers black on white,
dotting one’s "i’s" and crossing one’s “t’s” rather than a bundle of emotions,
the kind that make your eyes glimmer,
that turn a yawn into a smile,
that make the heart pound in the face of mistakes and feelings,
dies slowly.
He or she who does not turn things topsy-turvy,
who is unhappy at work,
who does not risk certainty for uncertainty to thus follow a dream,
those who do not forego sound advice at least once in their lives,
die slowly.
He or she who does not travel, who does not read,
who does not listen to music,
who does not find grace in himself,
dies slowly.
He or she who slowly destroys his own self-esteem,
who does not allow himself to be helped,
who spends days on end complaining about his own bad luck,
about the rain that never stops,
dies slowly.
He or she who abandon a project before starting it,
who fail to ask questions on subjects he doesn't know,
he or she who don't reply when they are asked something they do know,
die slowly.
Let's try and avoid death in small doses,
reminding oneself that being alive requires an effort far greater than the simple fact of breathing.
Only a burning patience will lead
to the attainment of a splendid happiness.
ho postato qua la poesia ovviamente perchè è in tema (+o-)
con l'argomento.
Nella versione inglese c'è qlke errore perkè l'ho cambiata un po' (...quella mezza schifezza che avevo trovato su internet) e poi ho dimenticato di riadattare qlcsina :p
Sembra che la poesia di Neruda sia animata da un'impronta pedagogica che non condivido... No, decisamente non amo Neruda.
Aggiungo che proprio pochi giorni fa (figuratevi, ero in cartoleria a comprare fogli per un corso di disegno che sto organizzando dove lavoro...) mi sono imbattuto per caso in un poeta cileno molto più vicino, sembrerebbe, alle mie corde: Vicente Huidobro. Conoscevo solo il suo nome e non ho ancora letto che un paio di poesie, quindi mi riservo di cambiare idea e smentirmi; certo però che una raccolta che s'apre con le seguenti parole: "Nací a los treinta y tres años, el día de la muerte de Cristo", fa già vibrare in me reminiscenze gotiche! E non vibra, badate, la mia vocazione anti-sociale. Si tratta piuttosto di esigenze d'estetica. Del resto Huidobro, come Neruda, fu attivo all'interno del Partito Comunista cileno.
Niente, è che a provocazioni poetiche - peraltro graditissime! - non potevo evitare di rispondere...
¡Hasta la próxima!
:)))
ero consapevole che non sarebbe stata nelle tue corde la poesia, ma volevo giusto postarla ieri with some reason e cmq m'era piaciuto il fatto di averla trovata in spagnolo ed in inglese...prima che in italiano :p
la versione italiana è la seguente
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.
il punto focale è il solito, strausato, poetico e sempre utile concetto del "carpe diem", nulla di nuovo, but…
....but...something cought my attention:
- lentamente muore chi non rischia e cambia colore dei vestiti
(mi piace questo concetto anche se mi sembra che nella versione spagnola sia opposto :p...Erz, I need your help)
- Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati
- Lentamente muore chi passa i giorni a lamentarsi della pioggia incessante
L'ending della poesia fa un po' cagare, anche se, ad essere sincero, ho sorriso quando ho letto il riferimento all'"ardente pazienza"...in pratica il mio modo di essere....I am a patient (maybe lazy) boy, I wait, I wait, I wait, I wait.
That's it
ps
"Nací a los treinta y tres años, el día de la muerte de Cristo" è un periodo che c'ha lo yeah!! yes!
pps
sissì...i "poeti pedagogici" non li condivido nemmeno io....forse non condivido proprio la "pedagogia" in effetti...
probabilmente mi sta sul caxxo il fatto di dover leggere, tra le righe o in modo evidente, qualsiasi forma di consiglio (magari preferisco estrapolarlo secondo il mio punto di vista :d).
Tutto sommato questo mi sembra più un mio problema piuttosto che una falla di questo o di quell'autore in particolare! Per esempio arriccio sempre il naso davanti ad advices del tipo:
"Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza"
eppure era Lorenzo de' Medici...
anyway, non importa,
al prox botta e risposta…
ppps
in che post trovo quella cosa che dovevo andare a rileggere?
Come ben sai, la traduzione è un fatto molto soggettivo. Non esistono regole, se non indicative, e se esistono, uno che si ostina ad imparare lo spagnolo per strada non potrà esserti di grande aiuto…
Comunque, letteralmente il verso dovrebbe tradursi: “chi non cambia di marca, chi non s’arrischia a vestire un colore nuovo”. Non so perché marca sia tradotto con “marcia”, né perché la traduzione inglese rechi “pace”, appunto ritmo, marcia. Probabilmente nella versione che hai postato manca una “h” (“marcha” in spagnolo significa appunto marcia, e si legge persino come in italiano…) o altrimenti Neruda intendeva far riferimento a chi non cambia di marchio, d’impronta, a chi insomma resta sempre e solo se stesso.
Le identità, queste confezioni per la mente…
Non ricordo il mese, comunque dovresti cercare i deliri caccioliani sotto un post in cui Valentina chiedeva che fine avesse fatto Lorenzo Fassari…
vedi vedi...ho cercato in una dozzina di altri siti ed in effetti è riportato "marca" quindi credo proprio che la tua interpretazione sia corretta, anche perchè dal concetto di "marca", "impronta" neruda passa a quello di "vestiti" e "colori"....il campo semantico rimane immutato e la frase acquista più coerenza.
il post su Fassari lo vado a cercare in un altro momento....ora mi preparo per il concerto degli Smashing Pumpkins.
byez
alla prox!
Cazzo, concertini da poco, vedo...
Io mi sono perso la Pegatina - gruppo di rumba catalana che vanta anche una collaborazione, sull'ultimo disco, con Manu Chao, nonché gruppo di amici cari del barista Tomas, barista della Guineueta, il Casal dove lavoro - a causa dell'influenza...
Sono a casa da tre giorni! Ne approfitto per studiare, ché ho esame a breve...
Veniamo alla disponibilità alloggi: posso ospitare, sì, sempre nel rispetto dei miei coninquilini. Diciamo che non li conosco ancora benissimo e devo ben capire quale sia il loro livello di "tolleranza ospiti"... :D
Cmq, avendo già una serie di impegni pianificati nei prossimi mesi la cosa migliore è che tu mi proponga prima una data, e io ti dico se è possibile o meno.
Anche io vorrei venire a Londra!
Un saluto a tutti!
si si...a Londra ce ne sono pochi di concerti in effetti!
cmq è stato incredibile già l'"approdo" ai piedi dell'"O2-Arena"!!!
STRACAXXO che spettacolo...
scusate....lo so che non c'entra un caxxo, ma di sfuggita ho rivisto il monologo finale di Trainspotting...e più lo vedo più mi incaxxo! io lo fucilerei l'autore di questa genialata!
vi giuro che mi sento in imbarazzo a sentire quell'ending :S
a parte la fine (ke poi conta davvero poco) il film è una gran figata, obviously!!
vabbè, ero giusto di passaggio
giao
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